La storia di ANDROID V° Parte (dal forum Androidiani by Ketamine)

Android 3.0 “Honeycomb 

Honeycomb, rilasciata a febbraio 2011, fu una release fine a se stessa, una divergenza dall’inarrestabile dominio di Google sul mercato mobile. Google tornò a collaborare con Motorola, per produrre un terminale sulla falsariga dei Nexus, che avrebbe montato il firmware stock di Android 3.0, una versione dedicata esclusivamente ai tablet, fu così che nacque lo Xoom.
Nonostante Honeycomb non ebbe il successo sperato, buttò le basi per quello che sarebbe stata la versione 4.0 di Android.

Il passaggio dal verde al blu. Il verde adottato su Gingerbred, ma che anche prima di allora era il principale colore associato al sistema di Google (basti pensare al robottino, logo e mascotte di Android), fu messo da parte, ricolorando le icone e i widget con un blu predominante, cambiando radicalmente l’impatto grafico dell’interfaccia.

Modifica dell’inserimento dei widget. Invece della solita lista che veniva proposta nelle versioni precedente, su Honeycomb i widget venivano mostrati in anteprima, permettendo poi di inserirli su una delle cinque facciate che compongono la home screen, mostrate tutte contemporaneamente sul display, inoltre sulla griglia di posizionamento, venivano pure evidenziati i blocchi che quest’ultimo avrebbe occupato.

Abbandono dei tasti fisici. Sui tablet, non era necessario inserire i classici tasti fisici di Android, ovvero ‘Home’, ‘Back’ e ‘Menù’ (o anche il tasto ‘Search’, che però fu ufficialmente abbandonato da Google in Ice Cream Sandwich), che furono invece sostituiti da dei tasti virtuali posizionati nella barra di sistema inferiore sul display, in questo modo, il sistema ha la facoltà di nasconderli o modificarli automaticamente quando serve.

Gestione multitasking migliorato. Sempre attraverso la barra di sistema posizionata nella parte inferiore del display, è possibile accedere al nuovo sistema di gestione del multitasking, che visualizza tutte le applicazioni recenti, ma allegandoci un’anteprima dell’applicazione, diversamente da come accadeva nelle versioni precedenti, che visualizzava semplicemente l’icona della relativa applicazione.

Barra delle Azioni. In Honeycomb, Google introduce la “barra delle azioni”, una barra permanente posizionata nella parte superiore di ogni applicazione, che permetteva agli utenti di visualizzare un menù contestuale per il controllo dell’applicazione e dei relativi widget, che andava a sostituire il tasto ‘Menù’ presente negli smartphone.

Android 3.1 e 3.2 furono delle minor release, per cui mantennero il codename Honeycomb, però implementarono alcune utili funzioni, come il ridimensionamento dei widget, una caratteristica che era già presente su alcune interfacce propietarie e su launcher alternativi, ma la 3.1 introdusse questa propietà sull’interfaccia di default.

Android 4.0 “Ice Cream Sandwich” 

A distanza di più di 3 anni dal rilascio di Apple pie e del G1, eccoci finalmente arrivati alla versione 4.0 di Android. Ice Cream Sandwich viene distribuito con il Galaxy Nexus, il nuovo dispositivo Google Experience prodotto nuovamente con la collaborazione di Samsung. Questa release, è indubbiamente la più grande evoluzione che Android abbia subito in questi anni, anche se molte delle caratteristiche furono già presentate su Honeycomb: anche qui ritroviamo l’adozione del blu come colore principale, il nuovo supporto ai widget, la barra delle azioni, il multitasking compreso di anteprima ed addirittura l’impiego dei tasti virtuali, che rende il Galaxy Nexus, il primo smartphone Android senza tasti di funzione dedicati.

Invece, una delle novità introdotte all’interfaccia, fu la sostituzione del font Droid, utilizzato fin da Apple Pie, con un nuovo carattere, denominato Roboto, progettato per essere gestito meglio sulle risoluzioni ad alta definizione.
Viene anche aggiornata la caratteristica onnipresente fin dalla prima versione, ovvero la schermata delle notificazioni, rendendo le singole notifiche rimovibili con un semplice trascinamento, diversamente da come accadeva nelle precedenti versioni, dove l’unica operazione possibile era di eliminarle tutte o di accedere all’applicazione relativa, azione non sempre desiderata.

La tastiera ha subito un miglioramento ad ogni release, ed Ice Cream Sandwich non fa eccezione, perfezionando il sistema di correzione automatica, che interviene in maniera più intelligente.
E tutto ciò è solo l’inizio:

Miglioramento della home screen. Come avevo accennato, Ice Cream Sandwich riprende molte caratteristiche dell’interfaccia di Honeycomb, ma aggiungendo un paio di rifiniture, come la creazione delle cartelle, che avviene semplicemente sovrapponendo un’icona sopra un’altra. A differenza di Froyo e Gingerbread, che vedevano il browser e l’applicazione telefonica permanentemente situati nella barra delle applicazioni, adesso era possibile inserire fino a 4 icone personalizzate, con in più la possibilità di creare cartelle all’interno.

Android Beam. Il NFC, che fu pubblicizzato con il Nexus S e Gingerbread, apparte Google Wallet, non ha mai avuto una rilevante funzione pratica con le applicazioni, Ice Cream Sandwich invece, introduce una funzionalità battezzata Android Beam, che permette a due dispositivi supportati di scambiarsi dati al semplice contatto.

Face unlock. Oltre alla password introdotta su Froyo, Ice Cream Sandwich presenta un nuovo metodo di sblocco, che sfrutta la fotocamera frontale per riconoscere il volto, sbloccando il dispositivo solo se corrisponde a quello preimpostato, anche se all’inizo non ha una funzione pratica, in quanto lo stesso risultato era ottenibile attraverso una foto, dalla versione 4.0.4, fu ovviato a questo inconveniente con una soluzione semplice quanto originale: per sbloccare il dispositivo si deve fare l’occhiolino.

Analisi di utilizzo dei dati. Così come in Gingerbred fu migliorata la gestione dei consumi, con Ice Cream Sandwich è possibile gestire il traffico di rete tramite un monitor dedicato, permettendo di impostare una soglia limite di traffico dati utilizzabile e di verificare quale applicazione consumi più banda.

Nuovo calendiario e client Gmail. Il calendario introduce una visione unificata, funzione molto comoda per chi utilizza account multipli sul proprio dispositivo, mentre all’applicazione di posta elettronica viene migliorata implementando il supporto alla action bar ereditata da Honeycomb.

CONTINUA…                                  (L’ULTIMA PARTE QUALCHE CARATTERE PIU’ IN LA’ 😉 )

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Informazioni su lucachepassione

Amante della tecnologia (ma non solo) adopera le proprie doti analitiche per consulenze varie.. dagli acquisti alla vendita alle passioni in genere..

Pubblicato il 11 agosto 2012, in 1) TECNOLOGIA & Offerte con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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