La storia di ANDROID IV° Parte (dal forum Androidiani by Ketamine)

Android 2.2 “Froyo

Froyo venne rilasciato il 20 maggio 2009 ed il vantaggio del programma Nexus divenne evidente: il Nexus One fu il primo a beneficiare questa nuova distribuzione, nel quale erano presenti diverse features molto desiderate, che rendono per la prima volta Android un sistema operativo completo, appetibile ad una maggiore fascia d’utenza:

Nuova interfaccia. Froyo offrì molte migliorie rispetto la versione precendente, la prima notabile già subito al primo avvio, ovvero l’aumento a 5 pagine sulla home screen, rispetto alle 3 risalenti da Apple Pie e furono aggiunti gli shortcut alla tastiera telefonica ed al browser affianco al classico pulsante dell’app drawer, anche se in questo aspetto Google arrivò in ritardo, dato che alcune interfacce proprietarie, come la Sense UI di HTC, avevano già implementato queste ed altre funzioni.

Supporto al tethering. Venne introdotto anche il supporto tethering , che permetteva di utilizzare il dispositivo come hotspot mobile, anche se questa funzione fu inibita sui terminali brandizzati dagli operatori, oppure messa a disposizione con un costo extra.

Disposizione aziendale. Con questa release, Google volle mettere Android a disposizione di ambienti aziendali, nei quali BlackBerry regnava incontrastata, dove gli utenti potevano richiedere maggior sicurezza, per cui pensò bene di aggiungere anche una schermata di sblocco alternativa del device, tramite un PIN o una password grafica che consisteva nell’unire, secondo una sequenza preimpostata, dei punti sullo schermo. Furono anche aggiunte delle migliorie alle specifiche di Exchange e sviluppato anche il pieno supporto alla clipboard per GMail.

Compilatore JIT. L’introduzione del compilatore Just-In-Time, permetteva alla Dalvik virtual machine di interagire con il framework dalle quattro alle otto volte più in fretta, aumentando le considerevolmente le prestazioni del dispositivo.

Supporto app2SD. Una delle grandi implementazioni più attese fu il supporto app2SD, che permetteva di installare sulla MicroSD alcune applicazioni, facendo risparmiare la limitata memoria interna di alcuni device.

Supporto Flash player. In Froyo, venne finalmente introdotta la compatibilità con il Flash player per il browser, scaricando la relativa applicazione dal Market, migliorando significatamente l’esperienza web, tuttavia, dipendendo delle specifiche hardware, non tutti i dispositivo potevano supportarlo.

Android 2.3 “Gingerbread

Circa un anno e mezzo dopo il rilascio di Froyo, il 7 dicembre 2010, Google tornò a sostenere il progetto Nexus per supportare Android 2.3, questa volta in collaborazione con Samsung, insieme alla quale produsse il Nexus S, derivante dal Galaxy S, prodotto di successo della casa coreana. Anche se in termini di specifiche hardware non era molto più evoluto rispetto al suo predecessore, il Nexus S rivoluzionò l’interazione con l’interfaccia, rimuovendo la trackball, imponendo il touchscreen come unico metodo di input. Per Rubin, fu difficile da accettare, dato che la trackball era una caratteristica onnipresente fin dal Danger Hiptop, che mantenne anche sul G1 ed oltre.

Le migliorie portate da Gingerbred, furono relativamente minori, tuttavia numerose, per cui riuscì comunque a migliorare la user experience abbastanza significativamente da renderla una major release. Inanzitutto, fu la rivisitazione della GUI più significativa da Éclaire: i widget stock furono aggiornati (tra cui l’orologio analogico “Malmo”), gli elementi presenti sulla home screen furono colorati con un verde predominante ed i colori della barra di stato furono invertiti, in modo da avere testi bianchi su uno sfondo nero. Sebbene possa sembrare un cambiamento apparentemente banale, in realtà ha avuto un impatto non indifferente sulla piattaforma, donandole un aspetto più pulito e moderno, anche se in realtà, Google adottò questa soluzione per ridurre il consumo di batteria e gli effetti di burn-in sui display AMOLED.

Miglioramento del metodo di selezione dei testi. Rispetto ad iOS, lo sviluppo della funzione copia-incolla era in ritardo, Apple con la terza versione del suo sistema operativo mobile, rilasciata a metà 2009, implementò un funzionale metodo di selezione sfruttando una lente d’ingrandimento, che permetteva la gestione del cursore con il dito, in modo più agevole. Prima di Gingerbread, Android permetteva solo di selezionare caselle di testo per intero. Con quest’ultima release invece, risolse questo problema, aggiungendo due cursori trascinabili che permetterono di evidenziare lettera per lettera, anche se, come riguardo alla home screen di Froyo, HTC adottò questa soluzione sui suoi device con interfaccia proprietaria, prima di Google.

Tastiera migliorata.
 In questa versione, fu nuovamente modificata la tastiera virtuale, ma questa volta i miglioramenti sono più evidenti: il design e la colorazione dei tasti è cambiata significativamente per la prima volta da quando fu introdotta su Cupcake. Migliorato il supporto multitouch con il “chording”, permettendo agli utenti di premere più combinazioni di tasti per accedere rapidamente alla tastiera secondaria con i simboli.

Miglioramento della gestione dei consumi.
 Il multitasking di Android, sostiene molte applicazioni in background che possono ridurre i consumi. In Gingerbred, fu migliorata l’utility che permetteva di monitorare i consumi delle varie applicazioni, dando anche una stima approssimativa del tempo di autonomia residuo, anche se però la gestione delle applicazioni che causavano il battery drain era affidato all’utente.

Supporto per la fotocamera frontale. Gingerbred implementò il supporto alla fotocamera frontale, anche se allora la sua unica funzione, permetteva solo di scattare foto a se stessi. A metà 2010 fu introdotto il supporto alla video chat su GTalk e ad altre applicazioni di terze parti.

Altre caratteristiche che furono introdotte con questa release, furono mirate più agli sviluppatori che agli utenti finali: il supporto NFC in primis, che era disponibile sul Nexus S tramite una particolare antenna incorporata nella cover della batteria. Insieme alla versione 4G del Nexus S, venne commercializzato anche Google Wallet, un importante metodo di pagamento mobile.

Google sfruttò Gingerbred, anche come opportunità per ottenere una posizione nel mercato del mobile gaming, un’area dove iOS si era segnata da tempo, dando a disposizione degli sviluppatori un’interfaccia di programmazione dell’applicazione migliore, permettendo anche ai meno esperti di scrivere facilmente i codici nativi. Introdusse anche un garbage collector rivisitato ed ottimizzò in generale la gestione degli eventi della piattaforma, necessario per permettere di creare giochi con grafica 3D avanzata.

CONTINUA…                              (LA QUINTA PARTE VI ASPETTA QUALCHE POST PIU’ IN LA’!)

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Informazioni su lucachepassione

Amante della tecnologia (ma non solo) adopera le proprie doti analitiche per consulenze varie.. dagli acquisti alla vendita alle passioni in genere..

Pubblicato il 11 agosto 2012, in 1) TECNOLOGIA & Offerte con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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