La storia di ANDROID II° Parte (da forum Androidiani by Ketamine)

Android 1.0 “Astro

L’era di Android ebbe ufficialmente inizio il 22 ottobre 2008, quando il T-Mobile G1 venne lanciato sul mercato americano (in Europa fu commercializzato con il nome di HTC Dream). Inizialmente, molte caratteristiche, di cui oggi non potremmo farne a meno, erano assenti, come per esempio la tastiera su schermo o il multitouch. I presupposti per un buon successo c’erano ed alcune delle peculiarità distintive di questo sistema operativo perdurarono oltre la prima release:

Finestra delle notifiche. Sebbene il terminale non fosse privo di difetti, fin dal primo giorno, venne riconosciuto universalmente di come Android avesse rivoluzionato il sistema delle notificazioni (ci vorranno tre anni prima che iOS sviluppasse una soluzione altrettanto efficace). Il segreto era nella barra di stato del G1, che poteva essere trascinata verso il basso e rivelare in una sola lista tutte le chiamate perse, i messaggi ricevuti e gli allarmi preimpostati. Il concetto fondamentale persiste, in una rivisione più perfezionata, in Ice Cream Sandwich.

Widgets. Un elemento che ancora oggi contraddistingue Android da iOS, ed in un certo senso, da Windows Phone, è il supporto dei widget sulla home screen. Google aveva grandi progetti sui widget fin dall’inizio, purtroppo però all’epoca non c’è stato un grande approccio, dato che gli sviluppatori non avevano possibilità di realizzare dei widget personalizzati.

Integrazione con GMail. Ancora prima della realizzazione del G1, GMail supportava da tempo l’integrazione POP ed IMAP per i client e-mail mobile, il problema era che questi protocolli non erano particolarmente adatti a sostenere alcune delle caratteristiche di GMail. Android 1.0 risolvette questo inconveniente, sviluppando la miglior esperienza di GMail mobile sul mercato.

Android market. Oggi è difficile immaginare uno smartphone senza un app store dedicato, ma all’esordio, l’Android Marketdel G1 aveva ben poco in comune con il Market odierno: fu proposto con giusto una manciata di applicazioni gratuite (come ci si può aspettare da un sistema esordiente) e non aveva la ricca e versatile interfaccia delle versioni recenti.
Il vero problema era rappresentato dall’assenza di un supporto per un qualsiasi metodo di pagamento, causa per cui non vennero sviluppate applicazioni complesse, problema che fu risolto nell’anno seguente.

L’interfaccia utente di questa prima versione del sistema, fu sviluppata con la collaborazione di The Astonishing Tribe, una società svedese di design interattivi.
Guardando attentamente, si può notare il contrassegno lasciato dalla TAT sul software: l’orologio analogico presente fino alla versione 2.2, esibisce la scritta “Malmo”, un tributo alla città sede della TAT, Malmö, in Svezia. L’azienda fu successivamente acquisita da RIM, di conseguenza si concentrò esclusivamente sui BlackBerry, ponendo fine alla collaborazione con Google.

Android 1.1 “Bender

Il primo aggiornamento di Android avvenne a febbraio 2009, poco più di tre mesi dopo la commercializzazione del G1. La versione 1.1 non ha proposto alcun progresso rispetto alla release precedente, ha principalmente accomodato una lunga serie di bug; se non altro ha dimostrato la capacità esclusiva di Android, di poter rilasciare aggiornamenti via etere, rendendo l’operazione pratica e user friendly. Prima di allora solo il Danger HipTop, avveva offerto questo servizio.

Il dessert è servito:
Android 1.5 “Cupcake

Nell’aprile dello stesso anno, Google rilascia la prima major release: Android 1.5, meglio conosciuto come Cupcake, non solo introduce funzionalità molto attese dagli utenti, che comunque erano fondamentali per poter mantenere competitività con le altre piattaforme, ma per la prima volta, Google denomina una versione del firmware con un nome in codice: ogni major release successiva a Cupcake venne battezzata con un nome di dolce in ordine alfabetico. In seguito, anche le versioni 1.0 ed 1.1 ricevettero il propio ‘dolce’ codename: dopo l’abbondono di Astro e Bender per ragioni di Trademark, adottarono rispettivamente Apple pie e Banana Bread.
A livello grafico porta delle leggere migliorie all’interfaccia, come la trasparenza al Google widget e delle decorazioni nell’app drawer.
La maggior parte degli utenti probabilmente avrà sorvolato sulle modifiche alla UI senza neanche notarle, concentrandosi principalmente sulle nuove caratteristiche, ben più evidenti e rilevanti per l’uso quotidiano:

Tastiera su schermo. In retrovisione, non ci si spiega come Google avesse potuto rilasciare Android senza alcuna tastiera software, ma ciò giustifica come mai il primo terminale con questo sistema operativo montasse una tastiera QWERTY slide.
Google concesse agli sviluppatori di poter realizzare tastiere alternative, una peculiarità che ancora oggi differenzia Android dai suoi principali competitor, nè Windows Phone, nè iOS supportano la sostituzione della tastiera.
La prima tastiera introdotta, paragonata a quella dell’iPhone, risultava molto meno fluida e precisa, pertanto molti produttori, HTC in primis, svilupparono la propia tastiera da preinstallare sui propi device: è stata la prima personalizzazione software propietaria su Android.

Widget integrabili. Su Android 1.0 ed 1.1, il potenziale dei widget non era ancora stato conseguito,
dato che Google non aveva rilasciato il SDK a disposizione degli sviluppatori (gli unici widget disponibili erano quelli preinstallati da Google) e così fu fino al rilascio di Cupcake. Oggi la maggior parte delle applicazioni dispongono di uno o più widget da inserire, grazie a ciò, Android vanta della più versatile e flessibile home screen di qualsiasi altro OS mobile.

Miglioramento della clipboard. Android tecnicamente supportava già dalla prima versione il copia e incolla, ma era limitato solo ai campi di testo ed ai link, quindi il testo non poteva essere copiato da un sito o da GMail. Sebbene la piena capacità della clipboard per GMail non avverrà prima di Froyo, su Cupcake fu aggiunto il supporto al browser, che permetteva di copiare il testo da una pagina.

Registrazione e riproduzione video. Così come per la tastiera, lo stesso avvenne per i video, il G1 all’uscita era impossibilitato a registrare e riprodurre video, funzione aggiunta con Cupcake.
Anche in questo caso, l’interfaccia originale della fotocamera fu molto disprezzata, di conseguenza molti produttori personalizzarono anche questo compenente software, spesso pefezionandolo, aggiungendo scene aggiuntive, diverse modalità ed opzioni e comode funzioni come il touch-to-focus

…E molto altro ancora. Furono anche aggiunte funzioni batch su GMail, che permetteva l’archiviazione o l’eliminazione di più e-mail contemporaneamente, supporto di upload per Youtube e Picasa e l’accesso universale allo status dei contatti di Google Talk, attraverso la rubrica, l’applicazione di messaggistica o GMail.

CONTINUA ….                       (LA TERZA PARTE NEI PROSSIMI GIORNI)

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Informazioni su lucachepassione

Amante della tecnologia (ma non solo) adopera le proprie doti analitiche per consulenze varie.. dagli acquisti alla vendita alle passioni in genere..

Pubblicato il 9 agosto 2012 su 1) TECNOLOGIA & Offerte. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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